Il gemellaggio tra Riccione e Saranda nasce intono ai primi anni ‘90. A Riccione opera una sezione riccionese dell’associazione, AGIMI, di Otranto, che si impegnano a sostenere la difficile situazione albanese, uscita da una dittatura. Da Riccione partono diversi aiuti per la popolazione, impegnata in quel periodo a creare una vita normale: alimenti, vetri, libri, vestiario, generi di prima necessità che vengono spediti certo con l’ottica di aiutare un popolo in difficoltà, ma anche di creare dei rapporti, sempre più stretti. E’ il primo passo verso qualcosa di più.

La consegna di generi di necessità e di utilità, raccolti dai cittadini riccionesi, a Saranda.Nel 1992 nasce infatti l’Associazione riccionese Amici dell’Albania (Arada), che vede tra i soci il Comune di Riccione, e che continua, insieme ad Agimi, a rafforzare i legami di amicizia con Saranda, sfociati poi in un gemellaggio istituzionale tra le due città sulle sponde dell’Adriatico.

In questi anni, l’Albania ha attraversato momenti molto difficili, in particolare nel 1997, quando il paese era percorso da violenze e omicidi. E durante tutto questo arco di tempo le due associazioni – e il Comune di Riccione con loro – non hanno fatto mancare sostegno, solidarietà e aiuti agli amici oltre Adriatico.

Poi, la situazione è migliorata e infine radicalmente cambiata, con la fase delle emergenze ormai terminata. L’operato delle associazioni riccionesi ha quindi cambiato forma, intervenendo più sul fronte dello scambio culturale, di esperienze, di relazioni, trasformando il rapporto in modo qualitativo e, per certi versi, più impegnativo come contenuti. Sempre però mantenendo un impegno verso bisogni di sopravvivenza, che certo non sono del tutto scomparsi anche in una realtà ormai viva economicamente come Saranda.

I rapporti quindi si sono incentrati su scambi culturali in grado di mettere in contatto gli amici albanesi con circuiti di idee, tecniche, metodologie e strumenti, dalle quali sono stati in qualche modo “esiliati” per molti anni, a causa della dittatura e del periodo di forte instabilità che l’ha seguita. Scambi che si sono orientati, anche con viaggi e soggiorni di studio e aggiornamento, verso la medicina, la scuola, l’artigianato, il turismo, quest’ultimo elemento comune alle due città.

Ed ora, con l’avvio del progetto AdriaNet, questi scambi culturali hanno raggiunto una ulteriore tappa, che verrà, in qualche modo, festeggiata attraverso il festival, in programma dal 25 al 29 marzo, e che si articolerà in momenti che alternano lo spettacolo e l’incontro.